Questione Residenze Universitarie: Battaglia da fare sul piano politico

“L’ Occupazione delle Residenze universitarie un atto irresponsabile”
L’ Associazione Universitaria Logos prende le distanze “dall’ iniziativa “scenografica” dell’ occupazione promossa dalle associazioni promotrici coinvolte perché priva di senso, inutile ed inidonea al raggiungimento di risultati concreti e favorevoli per gli studenti determinando soltanto un insensato inasprimento dei toni che magari compiace gli organizzatori per la visibilità conseguita ma di certo non giova al corpo studentesco nella misura in cui paralizza ulteriormente la già inerte attività amministrativa dell’ Ente competente bloccando la graduatoria dei nuovi assegnatari per l’anno accademico 2009-2010, la cui tutela e difesa dovrebbe ispirare l’azione politica e sindacale di qualsiasi realtà associativa impegnata nella vicenda”.
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Leggi Il Comunicato Stampa 24/10/09 Ufficiale di Logos
Il 23/10/09 ( il giorno prima) Logos aveva richiesto l’intervento del Presidente della Regione e della Prefettura per la risoluzione della vicenda:
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Leggi Il Comunicato Stampa 23/10/09 Ufficiale di Logos
“Di per sé – afferma il Presidente Logos Angelo Alù – non crediamo nell’ efficacia dell’iniziativa dell’ occupazione perché la consideriamo strumento illegittimo ed inidoneo alla rivendicazione delle istanze esistenti. Per tale ragione, dunque, malgrado la condivisione nel merito delle finalità rivendicate a difesa degli studenti, prendiamo ufficialmente le distanze dall’ azione promossa dalle associazioni promotrici perché riteniamo che peggiori ancor di più la difficile situazione degli studenti vittime della vicenda”.
“Il fatto poi che – incalza il Coordinatore d’ Ateneo Andrea Adamo – l’ occupazione sia sostenuta e promossa da soggetti che rivestono ruoli istituzionali o comunque assumono incarichi partitici e associativi è grave e pericolosa al punto da considerare l’ iniziativa in esame un vero e proprio atto irresponsabile rispetto a quale non possiamo che prendere le distanze. Essendo io stesso Consigliere della Facoltà di Farmacia, credo al pari di Logos che esistano strumenti politici ed amministrativi per rivendicare con maggiore successo le stesse istanze evitando di alimentare la rabbia della piazza in un momento di tensione di difficile tensione. In questo senso per Logos è sul piano politico ed istituzionale che deve essere condotta e realizzata questa importante battaglia sussistendo senza’altro i mezzi idonei per il ripristino di una situazione di legalità e di regolarità a tutela di tutti gli studenti a cominciare dall’ immediata esecuzione della nuova graduatoria degli assegnatari dei posti letto per l’anno accademico 2009-2010”. Chi non credo in questa possibilità, abbia almeno il coraggio di dimettersi da qualsiasi ruolo istituzionale ricoperto all’ interno degli organi accademici.
Secondo Logos la vicenda testimonia l’evidente violazione del Diritto allo Studio a causa della mancata erogazione dei servizi previsti determinando una violazione non solo amministrativa ma anche e soprattutto una lesione delle normative costituzionali pregiudicando inevitabilmente i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano”.
“Com è noto – precisa Logos – La tassa, nell’ordinamento tributario italiano si applica secondo il principio della controprestazione, cioè essa è legata ad una determinata prestazione di un servizio da parte di un ente pubblico. La situazione è paradossale nella misura in cui, infatti, non solo si stravolge il principio di corrispettività che intercorre tra tasse e servizi dal momento che nel caso in esame l’ Ente percepisce una somma di denaro a titolo di tassa senza destinarla all’ erogazione dei servizi corrispondenti e senza dimenticare che mentre il ritardo dello studente nel pagamento della tassa da luogo alla previsione di una mora, il ritardo della pubblica amministrazione nell’ erogare il servizio pattuito è in questo modo privo di conseguenze. Se la sussistenza di responsabilità contributive riguarda lo studente non vi sono ragioni per non estenderla anche all’ ente pubblico.
Occorre altresì evidenziare che Il diritto allo studio è un diritto soggettivo principalmente tutelato dagli artt. 33 e 34 della Costituzione italiana che sanciscono il diritto di un accesso universale ai livelli dell’istruzione di base, ed un accesso meritocratico ai livelli più alti dell’istruzione superiore e universitaria, prevedendo esplicitamente un sistema di borse di studio e di servizi per i meno abbienti. Ne consegue che l’eventuale presenza di ostacoli o turbative che impediscano il regolare esercizio del Diritto allo Studio in quanto lesive di disposizioni costituzionali pregiudicano i principi fondamentali dell’ ordinamento giuridico e pertanto non possono essere tollerati richiedendo l’immediato intervento delle autorità competenti”.
“Per tale ragione – conclude Logos – stiamo predisponendo una lettera rivolta al Presidente della Regione, al Rettore dell’ Università di Catania ed alla Prefettura di Catania allo scopo di informarli della vicenda invocando una loro tempestiva azione nel rispetto delle norme fondamentali ed inderogabili che soddisfi le istanze degli studenti più deboli e bisognosi rivolgendo un appello già in questa sede agli organi competenti”.
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